23.10.09
EssereOgniGiorno
per questo sceglimi,
per essere ogni giorno
la vita che sognamo
e ridere di gusto
di quello che noi siamo
per questo sceglimi,
perchè tu provi dare un senso
alla vita che facciamo
e cerchi di continuo
un bicchiere mezzo pieno
sceglimi
per far diventare quotidiano
ciò che è di straordinario,
per rendere giustizia
a quello che hai passato,
per respirare la libertà
per fermare gli attimi del mio tempo
per ricordare
per essere ricordati
per viverlo di gusto, il viaggio che dobbiamo fare
sceglimi.
perchè io ho già scelto
e ho scelto te.
"
17.10.09
la più logica conclusione/
dove si va'?
una bella abitudine.
me ne accorgo perchè quando non c'è mi manca.
quando salto l'appuntamento mi riprometto di non farlo più, almeno per qualche altro giorno.
aspetto, guardo, valuto e , se lei c'è , allora esco.
la cosa più strana è che se non cè, vedo lo stesso e ci troviamo li, sorridendo.
cose che non ho mai fatto e che mai pensavo di fare.
e allora si parla, si sta insieme, e mentre lei mi racconta le sue cose io mi perdo, pensando di possederla così, su due piedi, proprio sulla panchina.
mi piace molto di lei, quasi tutto.
1.10.09
quiPROquo
Pensavo fossi leggermente cambiato, invece questa felice parentesi non ti è servita a un cazzo.
tu hai bisogno di un nemico, di un colpevole.
Hai bisogno di accusare, incolpare ed escludere.
va a periodi e prima o poi tocca a tutti.
Però non è bello perchè ogni volta bisogna dimostrarti qualcosa.
Mi dicono che hai i tuoi problemi , ok.
C'è chi sta peggio se mi permetti avrebbe più ragioni di te a non essere compreso, a sentirsi solo e a pensare che è vero, il tempo fa calmare il dolore, ma degli altri.
e invece no, pur non alzando un dito per chi ha veramente bisogno, ti rimetti i panni della vittima.
Tu i problemi li crei ad hoc, perchè non esistono, e questa situazione penso rappresenti bene quello che penso.
"..hai pianto veramente tutta la sera davanti alla televisione?"
hai creato una situazione in cui la mia frettolosa decisione avrebbe potuto cambiare la tua vita per sempre, uno di quei momenti in cui si dimostra di essere davvero uomini, davvero amici, davvero credenti.
un si o un no e mi potrete giudicare come persona, come amico... come uomo.
cazzo ce ne frega delle motivazioni, del perchè.. ci basta un si o un no.
bene la mia risposta è NO.
Volevate che facessi la figura dell'infame per una persona che di bastonate sui denti ne ha già avute tante, troppe.
e se cè una vittima chi è lo sappiamo tutti.
se avete le Palle come dite di avere in ogni situazione, anche quando non strettamente necessario, mostratecele e non delegate il lavoro sporco.
ben sapendo, come da te ammesso, che avrei risposto negativamente, è naturale pensare che fosse inutile tale domanda.
e allora che cazzo vuoi?volevi litigare?
ci sei riuscito.
cos'è sta farsa?
io le mie ragioni te le ho portate.
se ti va bene le puoi ascoltare quando vuoi, tanto non cambiano.
sono sempre le stesse e sempre le stesse saranno.
in più questa volta data la situazione ne ho anche di nuove, come ti ho cercato di comunicare.
ma la comunicazione è emittente e ricevente, e se uno non riceve non cè un cazzo da fare.
poi chissà come mai ci sei sempre tu in mezzo a queste cose.
e non capisco mai di cosa ti lamenti.
sarà che manco di sensibilità.
o che sono un fottutissimo pezzo di legno.
hai chiuso con me?
bravo.
ora sei solo.
bravo due volte.
"..friends will be friends
right till the end."
.
18.9.09
non ti nascondo niente , a parte tutti i miei segreti.
c'èntra un pomeriggio caldo in un area di servizio, lei seduta nel bagagliaio di una Ford familiare marrone; si sveglia e lo sorprende con lo sguardo perso nelle sue forme.
Bionda, occhi color cielo, scende senza fretta, mi si avvicina e mi chiede la prima cosa che gli viene in mente per cominciare una conversazione:
"hei..come va la chinghia?" dice con tono troppo alto, indicando con la testa l'arrugginito vano motore della Escort.
"beh.. a dore la verità non vi porterà lontano" rispondo d'istinto, poi do un occhiata agli altri passeggieri e le chiedo " dove siete diretti?"
"si và al mare, Campling dista solo un paio d'ore,, dici che reggerà?"
"guarda secondo me tiene, ma non ne farà tanta di strada ancora"
lei in piedi, incrocia le gambe snelle e guardandomi negli occhi mi dice "beh, cowboy, allora non ci resta che proseguire."
alza gli ochi si gira e se ne va.
10.9.09
scegliMI
ci si sceglie in base al caso; con un alchimia che attraversa la mente e io corpo, con l'affetto che solo l'essere umano può provare.
ci si sceglie la ragazza, gli amici, il cane e anche la famiglia; non la scegli per i componenti ma scegli se e come volergli bene. Dall'affetto per una amdre al rispetto per il padre, la complicità con il fratello e la gioia di suo figlio.
gli amici li scegli come processo di selezione, un lungo e interminabile reality show dove poco a poo le persone vengono disusse, nominate ed eliminate.
a volte ritornano ma sono solo rari casi, e generalmente sono recidivi: c'è chi sbaglia comportamento, chi vede nella sua vita solo una ragazza, chi frequenta strani giri e chi ha cumuli di scheletri nell'armadio.
c'è chi va a periodi, per una amicizia lunatica ma vissuta e chi sembra farsi i cazzi suoi, ma alla fine c'è sempre, in un modo o nell'altro.
ci sono tante persone, grazie a dio, che posso considerare fratelli.
chi con me ha vissuto esperienze uniche e irripetibili lontano da casa, chi con me nella mia zona è cresciuto, chi ha giocato a perdere per anni tutte le domeniche e chi, a fronte di weekend improbabili, non mi ha mai detto di no.
fratelli di vita e fratelli di sangue: di cazzate e vittorie, di sangue e di terra, di lacirme e di gioia.
su quesi argomenti divento difficile da seguire, sono in vena di ricordi e cito qualche tappa del mio viaggio mentale:
quando penso a cos'è l'amicizia penso al 2007, al viaggio in salento; in dubbio fino all'ultimo e al ricordo indelebile di quelle serate. è l'esempio da raccontare ai chi non ci crede più.
penso al ritorno e al sentire ancora le loro voci quando mi ritiravo a letto.
penso a quelle serate dove, anche uscendo solo io e te, si tirava fuori la voglia di non crescere, e di non tornare a casa.
penso alla grecia, penso a chi in 6 mesi è diventato un fratello più piccolo, dal carattere difficile ed irrequieto, insegnandomi a vivere con lo spirito giusto, con lo spirito libero.
penso alla cina, e penso che sbaglairsi a volte conviene: siamo stati ciò a cui tutto girava attorno. senza problemi, controcorrente.
penso che la devo smettere, è tardi e ho da fare, però penso che nella mia vita sia stato fortunato
a conoscere queste persone e penso che non gliel'ho mai detto.
ora si.
9.9.09
il guardiano
è una notte calda di fine estate e le finestre sbattono costanti per la corrente, un rumore fastidioso e prevedibile che accompagna i suoi sogni tormentati;
la vita in un film per un solo momento: un viaggio da fermo che non vorrebbe ricominciare.
poi la sveglia, un rumore.
il cuore della notte che non smette di pulsare, le macchine lontane e il suono del silenzio. un passo lontano, e un sapore di cristallo; ora è sveglio ora non sogna, è la vita vera che lo chiama.
prende il cellulare dal comodino e si fa luce nelle ombre, afferra il posacenere, con un gesto istintivo lo svuota per terra e lo impugna dalla parte giusta, la parte che può far male.
schiena diritta, cammina lungo il corridoio: la luce blu del led sembra illuminare solo la tastiera e null'altro.
il rumore, ancora, si fa sempre più vicino.
lui respira affannato, con la salivazione bloccata, fino a che la sua mente riesce a realizzare.
vede una sagoma muoversi lenta seguendo la scia del vento, fuggire dalla finestra, saltare e correre via.
svelto si avvicina, corre verso la luce ma non riesce a far niente, non urla, non chiama aiuto e non impreca, tutto si fa veloce e volatile;
guarda la macchina perdersi lontano, la terra alzarsi nel cielo, e la polvere poggiarsi sul davanzale.
tutto ad un tratto gli sembra di stare ancora sognando.
invece è li, in piedi, inerte guardiano in mutande, armato di posacenere , ad aspettare immobile i titoli di coda, la scritta scherzi a parte o la sveglia della mattina.
Lo aspetta solo il disordine e lo sconforto, l'angoscia e la paura, la rabbia e il rimpianto.
respira, a fondo.
è l'ennesima prova che nella sua vita il buono perde sempre.
Le vite degli altri
ora che la vita degli altri è a portata di mano vengo, di proposito o per caso, catapultato nella quotidianità dei miei "amici" e delle mie "amiche" .
non ho tempo e non ho voglia di soffermarmi su quale patetica piega ha preso un social network dalle possibilità illimitate; mi limito solo a riflettere su come sia ormai diventato un contest, una arena.
tutti vogliono far vedere che vivono una vita migliore degli altri, che si divertono, che sono pieni di pensieri, di credenze, di principi, di giudizi e di giorni e serate bellissimi.
e che amano il loro boy.
ecco, qua volevo arrivare.
vedo un album nuovo che ti riguarda, e me la rido di gusto..
"un pomeriggio con te" dichiara il titolo, e dalle foto sembra che stiate assieme da anni, sembrate contenti.. sguardo fisso in camera, sorrisi, giochi, complicità e baci;
lei scrive "sei un ragazzo speciale"
lui commenta " sei stupenda ti adoro".
che velocità.
che fortuna.
che gioia.
e che baci:
orgoglio e vanità.
se solo lui sapesse cosa hanno toccato quelle labbra 48 ora prima..
p.s. non mi sento sconfitto ma sollevato. goditela.
8.9.09
sarà per sempre
però vale la pena di leggerne il testo, perchè è illuminante.
è quasi dolce.
tra Suffragette City di David Bowie e Just Say Yes dei The Cure si è insiedata nella mia riproduzione casuale e non si muove più da li; finisce poi ricomincia come per magia.
e come per magia mi lascia imbambolato.
Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via.
Se chiudo gli occhi dove sei
davanti a tutti i dubbi miei.
Almeno tu lasciassi scia saprei come mandarti via.
Una volta tanto dimmi sempre,sarà per sempre.
Quanto ti costa dirmi sempre se poi sempre è una bugia.
Prendimi in giro e dimmi sempre ah , sarà per sempre.
Ma che ti costa dirmi sempre se poi sempre è una bugia.
Se chiudo gli occhi forse sei
tutti gli errori quelli miei.
Almeno tu fossi poesia saprei cantarti e così sia.
Chiudessi gli occhi affogherei;è un fiume in piena di vorrei.
se almeno tu lasciassi scia saprei seguirti e andare via.
Una volta tanto dimmi sempre,sarà per sempre.
Quanto ti costa dirmi sempre se poi sempre è una bugia.
Prendimi in giro e dimmi sempre sarà per sempre.
Ma che ti costa dirmi sempre se poi sempre è una bugia.
Una volta tanto dimmi sempre,sarà per sempre.
sarà per sempre.
sarà per sempre.
1.9.09
sPerXi
Mi faccio male
o meglio faccio del male al prossimo che poi è alla fine come se lo facessi a me stesso perche questo prossimo è importante per me.
o meglio era difficile stare buoni, stare tranquilli: provi a pensare che è solo colpa del mare, della luna, delle Vele, delle promesse fatte, della sua pelle e dei suoi occhi, del suo essere donna.
e quindi ti godi il momento, stupendo, nel quale tutto funziona.
poi ti risvegli con lei accanto e cominci a realizzare e, sai, non ci vuole un genio a comprendere, che appena possibile lo dirà a tutti(e chissenefrega) ma proprio a tutti (oh cazzo).
Il bene in fondo che cos'è
Ognuno ne ha per se
a piena bocca dicevo parole che poi non hanno atteso le speranze; dove finisce il confine dell'orgoglio e comincia lo stato del rimorso.
al rovescio e contrariato
contraddizioni di un uomo arrivato e libero
come cantavano i prozac, sono stonato.
e ora vorrei una colla che riaggiustasse tutto, tra lo sperare che non si venga a sapere(per me) ed augurarsi che questo accada(per lei); stonato, come la mia scelta del momento sempre sbagliato e sua la telefonata di qualche ora prima.
stonato, come il finale laconico di due esseri consapevolmente lontani;
come la fine di un film dove vince chi ha torto,
come la nebbia sulle rive del mare,
come chi crede e si lascia guarire dal fato,
come chi vince e poi è squalificato
come chi resta, ma dovrebbe essere già da tempo andato.
